MARE NOSTRUM 2 – IL PROCESSO


 

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Introduzione

Questo non vuole essere un tutorial. Voglio solo mostrarvi come dall’immagine originale sono giunto alla fine, senza darvi i dettagli di come ho impostato i cursori o i parametri.
Questo non perché voglia tenere in qualche modo nascosti dei segreti, ma semplicemente perché ogni immagine va affrontata in modo diverso, e ciò che è appropriato per una può non esserlo per un’altra.
Sperimentate, cambiate, fate ciò che vi sembra giusto, ma non rimanete mai bloccati su una determinata impostazione solo perché l’avete letta su un forum o su un libro!

Passo 1

La foto come uscita dalla macchina fotografica. L’inquadratura è corretta, l’esposizione sembra un po’ troppo scura ma è voluta in modo da mantenere dettaglio nel cielo. Dopo averla importata, si lavora di Lightroom per le regolazioni globali.

Passo 2

Ecco le regolazioni globali applicate, è stata modificata l’esposizione, è stata schiarita la roccia sottostante e lo stabilimento, ed è stata aumentata la chiarezza per dare più dramma alla foto.Le successive regolazioni andranno applicate in photoshop, ma già l’immagine assomiglia molto di più a quello che si poteva vedere dal vivo.

Passo 3

Si esamina la foto per capire come convogliare le emozioni e pilotare lo sguardo.

La prima cosa da fare, dopo aver pulito il rumore del sensore (che non si vede a questo ingrandimento, ma che darebbe fastidio su stampe grandi), è separare la foto in zone di interesse, dando loro un peso. Per questa foto vorrei che lo schizzo dell’acqua (2) sià più evidente, e che l’immagine guidi l’occhio verso di esso. Per ora, il piano di azione prevede quanto segue:

  1. Le rocce hanno bisogno di maggior nitidezza, l’obiettivo è molto morbido ai bordi, per cui vanno sottoposte ad un po’ di maschera di contrasto. Anche il colore non è abbastanza chiaro, e si aumenterà l’effetto delle ombre e delle luci.
  2. Lo schizzo dovrà attirare l’attenzione. Per ora ancora non so come procederò, ma probabilmente lo schiarirò un po’ e aumenterò il contrasto.
  3. Lo stabilimento è smorto all’orizzonte, andrà schiarito.
  4. Il cielo è terribilmente piatto, le nuvole sono interessanti ma il grigio regna sovrano. Probabilmente dovrò lavorare di contrasto ed aumentare leggermente la saturazione, che si è persa a causa del sole che ha leggermente bruciato la zona.

Passo 4

Dopo aver applicato una mano di pulizia del rumore, ho cambiato l’esposizione delle rocce.
Ho dato una mano di maschera di contratto per aumentarne la definizione.
Poi ho aumentato il contrasto del colore, per recuperare un altro po’ di dettaglio.
Poi con un livello impostato a luce soffusa ho rimarcato i passaggi tra luce ed ombre, ridisegnandole per attirare l’attenzione dove la volevo, cioè verso lo schizzo dell’acqua.

Passo 5

Qui le cose cominciano a farsi interessanti…
Dopo aver scurito l’istogramma, ho deciso che questo è il dettaglio di cielo che voglio nell’immagine finale, bisogna solo estrarlo senza rendere la foto troppo esagerata.
L’occhio non si inganna facilmente, in una foto ci rendiamo conto che manca qualcosa, ma se si tira fuori troppo dettaglio, automaticamente il cervello sa che, se si fosse trovato là, non avrebbe potuto cogliere così tanta differenza di luminosità.

Si inizia a mascherare…

Passo 6

Eccolo qua, la foto però comincia a diventare pesante, ma niente che non si possa recuperare dopo. Il cielo è stato applicato con un livello impostato come “Scurisci”, la cui opacità è stata abbassata finché il cervello ha smesso di urlarmi addosso “falso! falso! falso!”.

Applicando livelli, curve e contrasto ho riportato a galla un po’ di dettaglio che, abbassando l’opacità, si era perso.

Ora si va a lavorare sullo stabilimento e sulla spiaggia, in modo da ribilanciare l’immagine.

Passo 7

Ed ecco che lo stabilimento prende vita!
Schiarito quanto basta per attirare lo sguardo, abbiamo rispettato il fenomeno del contrasto selettivo del bulbo oculare evitando di creare un punto di interesse dal peso troppo forte: ricordiamoci che il punto focale devono essere le rocce e lo spruzzo.
Qui è stato semplice, un livello di correzione livelli (appunto), mascherato con un pennello morbido.

Ed ora il mare…

Passo 8

Lo vedete quello? Il mare, intendo… è quello il dettaglio che devo cercare di recuperare, prima che il sensore restasse abbacinato dal riflesso speculare del sole sull’acqua.

Sono sincero, non ho la più pallida idea di come precedere, sicuramente qualcosa mi suggerisce che il metodo di fusione “moltiplica” o “scurisci” potrebbe funzionare, ma ho l’impressione che sarà la parte più ardua di tutto il gioco…

Passo 9

E mare sia! Tutto un gioco di livelli e mascheratura, a cui ho dovuto aggiungere un po’ di correzione sulla saturazione e sulla tonalità, perché il mare scurito era diventato dello stesso colore della sabbia. Ho mantenuto un po’ del rosso del cielo basso, per mantenere una luce realistica rispetto al cielo, che è stato scurito anch’esso.

Le onde sono state messe in risalto grazie ad una maschera di contrasto dai parametri completamente assurdi, ma che ha dato il risultato sperato. Provate a cercare tonal contrast with unsharp mask, capirete cosa intendo.

Passo 10

E’ l’ora dei confronti… da dove siamo partiti dopo le correzioni globali, e dove siamo arrivati finora.
Le elaborazioni si notano, anche se non variano l’atmosfera globale della foto. Questo è un bene.
Lo spruzzo è ancora ben lontano dall’essere facilmente notabile. Sapevo che era la parte più difficile e me lo sono tenuto per ultimo, per evitare che successive modifiche ad altre zone potessero nasconderlo nuovamente.
L’occhio umano viene attirato da tre cose: contrasto, colore, e definizione. Significa che posso cercare di lavorare sulla saturazione, sul dettaglio dello spruzzo o sulla differenza di luminosità rispetto al resto dell’immagine, per cercare di portarlo in “primo piano”.
Essendo uno spruzzo di acqua bianca, il colore è fuori dal gioco, per cui dovrò lavorare sul resto.
Ma a questo punto conviene distaccarsi dall’immagine per riposare il cervello e gli occhi, e quando tornare si potrà osservarla con occhi nuovi.

Vado a fumare una sigaretta!

Passo 11

Ed ecco finalmente lo spruzzo di cui ho parlato finora.
E’ sicuramente più visibile, dopo l’applicazione di una maschera di contrasto e successiva mascheratura, ma l’occhio viene inesorabilmente attirato non da esso, ma dal cielo, che con il suo punto di bianco continua ad essere la zona con contrasto più alto.

Ora si applicherà un livello di luce soffusa su tutta la foto, in modo da ribilanciare l’immagine.

Passo 12

Ecco qua…
Luce applicata a mano, con un livello di luce soffusa ed un pennello morbido al 20% di 1200 pixel di diametro.

Finalmente l’occhio è calamitato dallo spruzzo. Potete guardare l’immagine ovunque vogliate, ma sempre lì andrà a cadere. Notatelo.

Passo 13

Un livello di curve ed un altro di regolazione dell’istogramma sull’immagine composita servono per dare carattere all’immagine.

Passo 14

Come ultima cosa, ho applicato un minimo di vignettatura per evitare che l’occhio “esca” dalla foto (incontrando una zona più scura, il nostro occhio tende a tornare dove era più chiaro), e la mia graziosa firma, creata tramite scansione e successivo salvataggio come pennello personalizzato.

Passo 15

Ed eccoci qua, con la cornice finalmente abbiamo finito.
Sono passate due ore, e l’immagine ormai pesa quasi un giga, ma finalmente è tutto al suo posto!

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