Conosciamo meglio la nostra pellicola


Characteristic Curve

Perché conoscere meglio la nostra pellicola?

Tra poco inizierò una serie di articoli sulla scansione dei negativi.

Durante i miei esperimenti da autodidatta sono andato incontro a continui stop, riprese, momenti di serendipity e domande apparentemente senza risposta.

Alla fine ho capito che mi mancava un tassello fondamentale, e cioè conoscere il supporto che avevo sotto le mani. La pellicola, quella negativa soprattutto, che tende a mettere in crisi la maggior parte degli scanner consumer molto di più rispetto alle pellicole positive, per quanto riguarda la resa del colore.

Le domande che mi assillavano di più erano le seguenti:

  1. Volendo rispettare la resa cromatica della pellicola, sto scansionando con il bilanciamento del grigio giusto o sto correggendo quella che in realtà è una caratteristica della pellicola che ho scelto?
  2. Volendo rispettare la fotografia che ho scattato, la luminosità che ho settato è quella della foto o sto aggiungendo durante la scansione luce (o sottraendola)?

Andando avanti nelle mie ricerche, ho scoperto che non esistono risposte semplici alle suddette domande, ma sono anche venuto a conoscenza del fatto che i datasheet delle pellicole ancora si trovano, e danno informazioni importantissime sia per aiutarci a scegliere la nostra pellicola preferita (o scremare una serie di pellicole da cui scegliere a seconda dei nostri lavori), sia per capire meglio,nel momento in cui scansioniamo la pellicola in questione, le eventuali stranezze cromatiche che potrebbero capitarci.

I Datasheet

Cominciamo dicendo che tutti i produttori di pellicola, nel momento in cui si sa dove guardare, forniscono i datasheet per i loro prodotti, dai più professionali ai meno costosi.

Questi sono documenti abbastanza standard, da quello che ho potuto vedere.

Prendiamo ad esempio il datasheet della Kodak Gold, che è possibile reperire all’indirizzo GOLD 200 Film Technical Information.

Introduzione

Il documento si apre con un piccolo trafiletto dove ci vengono osannate le fantastiche qualità di una pellicola che costa quanto un cappuccino con un cornetto.

Storage and Handling (Immagazzinamento e uso)

Le raccomandazioni relative alla sua conservazione. Già qui è possibile notare la differenza con i datasheet forniti per le pellicole professionali; ad esempio, per la Portra, Kodak ci dice anche quanto attendere prima di scattare con la pellicola dopo averla estratta da un eventuale frigorifero, e ci da i tempi calcolati a seconda della temperatura del frigo stesso.

Darkroom Recomendations (Raccomandazioni in camera oscura)

Ci viene detto di non utilizzare una luce di sicurezza, ma di maneggiare la pellicola non sviluppata in completa oscurità.

Exposure (Esposizione)

Le tabelle che troviamo in questa parte ci danno varie indicazioni su come leggere l’esposizione e come correggere le dominanti di colore a seconda delle varie situazioni che potremmo affrontare.

La prima tabella ci dice come correggere la luce attraverso l’uso di filtri colorati a seconda del tipo di illuminazione artificiale che incontreremo. Ci viene anche detto come correggere l’ISO della pellicola di conseguenza: dato che con una lampada fotografica da 3400 gradi Kelvin dovremmo applicare un filtro Blu all’80%, dobbiamo calcolare l’esposizione come se la pellicola fosse una ISO 32 invece che una ISO 100. Se la macchina fotografica misura attraverso la lente, come la maggioranza delle reflex con esposimetro incorporato, possiamo saltare questo passo, dato che la luce che arriva sull’esposimetro è già passata attraverso il filtro, è già quindi stata sottratta, e quindi la macchina fotografica ci darà il tempo già corretto.

La seconda tabella è una veloce carrellata delle condizioni di luce che si possono incontrare all’aperto, con le impostazioni consigliate nel caso di macchine senza esposimetro.

Abbiamo poi una tabella che ci aiuta a calcolare la distanza dal soggetto a seconda dell’unità flash che stiamo utilizzando.

La successiva tabella ci dice quali filtri colorati applicare alla nostra macchina fotografica per bilanciare le dominanti provenienti da fonti di luce di temperatura diversa da quella solare (questo perché la Kodak Gold è una pellicola calibrata su luce solare). Dato che i filtri colorati assorbono anche la luce, ci viene anche fornita la quantità di correzione all’esposizione da mettere in conto quando li utilizzeremo. Ad esempio, se le lampade che stiamo utilizzando sono delle lampade ad alta pressione ai vapori di sodio (High-pressure sodium vapor, nella seconda tabella), dovremo applicare, per poter avere dei colori corretti, un filtro Blu 70% ed un filtro 50% Ciano, ma anche sovraesporre di 3 stop per bilanciare la luce assorbita dai due filtri. Come prima, se la macchina ha un esposimetro interno, si deve evitare di correggere l’esposizione, essendo questa letta dopo l’intervento dei filtri.

Adjustement for Long and Short Exposures (Correzione per esposizioni lunghe o corte)

Il paragrafo ci informa delle correzioni da applicare nel caso di scatti molto rapidi oppure molto lunghi. Un po’ di teoria qui: nel suo comportamento lineare, la pellicola sottostà alla regola della reciprocità, che dice che al raddoppiare della luce si dimezza il tempo di scatto. Per cui, parlando solamente di esposizione, uno scatto a 1/125 sec a f/2.8 è identico ad uno scatto a 1/60 sec fatto a f/4. Ma essendo la pellicola un supporto analogico, ed essendo la linearità una caratteristica normalmente non rispettata dalla natura come la conosciamo, questo non è sempre vero. Per scatti molto lunghi, o scatti molto rapidi, assistiamo al fenomeno del fallimento della reciprocità: al raddoppiare della luce, dimezzare il tempo di scatto non da più la stessa immagine. Quale è questo tempo? Be’, varia da pellicola a pellicola, così come varia la quantità di correzione da apportare, anche se di solito sembra attestarsi, da alcune ricerche che ho fatto, tra i +2/3 e +1 stop. Per quanto riguarda la Kodak Gold, ci viene detto che non vanno fatti aggiustamenti per tutto ciò che va da 1/10.000 sec ad 1 secondo… oltre? “Fate i vostri esperimenti”. Be’, grazie mille, ma è bello sapere che fino ad un secondo di scatto vado tranquillo.

Processing (Processamento)

Il tipo di chimici e processo consigliati per lo sviluppo della pellicola

Judging negative exposures (Giudicare l’esposizione dei negativi)

Il paragrafo successivo ci informa di come giudicare il livello dei nostri negativi, abbiamo bisogno di un densitometro e passiamo oltre. Quando ne avremo uno, investigheremo ulteriormente.

Retouching (Ritocco)

Veniamo poi informati che possiamo ritoccare il negativo dalla parte dell’emulsione dopo aver applicato un liquido da ritocco.

Printing Negatives (Stampare i negativi)

Segue poi una lista di carte consigliate per il negativo in questione, e rimaniamo sorpresi di trovare solo carte Kodak, consigliate da Kodak per un negativo Kodak.

Image structure (Struttura dell’immagine)

E per questo articolo terminiamo con la prima delle cose veramente interessanti: la struttura, ovvero come la pellicola sta messa a grana.

Dopo aver velocemente esaminato il modo in cui questa misurazione viene presa, ci vengono forniti i dati in questione: Su un negativo 24×36, ovvero un negativo standard 135, una stampa da 10×15, ingrandita 4 volte e mezzo, presenta un indice di grana di 42 per i 100 ISO e 44 per la qualità da 200 ISO. Come si legge questo numero? Semplice, ecco una veloce tabella, presa sempre dalla documentazione kodak, che trasforma questo numero in qualcosa di più facilmente comprensibile:

  • 45,50,55 : grana molto grande
  • 33, 36, 39, 42 : grana grande
  • 26, 28, 30 : grana moderatamente grande
  • 21, 22, 24 : grana media
  • 16, 17, 18, 19, 20 : grana fine
  • 6, 7, 8, 9, 10 : grana estremamente fine
  • Meno di 5,5 : micrograna

Da qui capiamo che la Kodak Gold deve il suo basso prezzo alla grande quantità di grana che possiede.

Ci fermiamo ora, prima di affrontare l’ultima parte del documento: le curve caratteristiche, che ci diranno, con una rapida occhiata

  1. Il contrasto della pellicola;
  2. La capacità della pellicola di sopportare sotto o sopra esposizioni;
  3. La latitudine di posa della pellicola;
  4. La risposta della pellicola ai vari colori;
  5. La risposta cromatica della pellicola;
  6. La risoluzione della pellicola.

Se avete domande, o volete fare precisazioni, non esitate a commentare!

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