Piove di nuovo


Ogni tanto ti capita di ricordare che c’è stato un periodo, tanto tempo fa, in cui aprivi gli occhi e sapevi che da qualche parte una persona si era svegliata e ti aveva pensato.

C’è stato un momento in cui sapevi che, come te, stava aspettando la pausa pranzo per poter scambiare due parole, un bacio, un veloce saluto.

Ci sono stati anni in cui aspettavi ogni fine settimana, ogni festa, ogni sera, solo per il desiderio di perderti nei suoi occhi, nel suo sorriso, nel suo abbraccio, e parlare per ore, e fare l’amore, e poi parlare di nuovo di cose stupide che dette da lei erano le più belle del mondo, di cose che non vedevi l’ora di vivere con lei.

Erano quegli anni in cui eri giovane e pieno di speranze, in cui credevi che tutto sarebbe durato per sempre, in cui sapevi, dentro di te, che domani, nonostante tutto, avrebbe brillato il sole.

A volte cerchi di ricordarti che sensazioni provavi. Cosa volesse dire vivere in quel modo. Ci provi, fai spallucce. Guardi le cornici vicino al letto, le lasci lì per ospitare le foto della persona che da qualche parte si è svegliata e ti ha pensato, ma sono vuote, aspettando l’immagine di qualcosa che non hai più cercato. Ti ricordi un secondo di quelle cose di cui si parlava, che avresti vissuto con lei, e che non sono mai successe. Ormai neanche fanno più male, sono solo una curiosità che ti è rimasta, e ti sembrano realistiche come quel progetto di fare un viaggio in India, prima o poi, quando sarà finita la crisi, quando avrai quei tre mesi di ferie.

Cerchi di ricordarti cosa volesse dire aspettare il giorno dopo essendo sicuro che il sole avrebbe brillato.

Ti affacci alla finestra.

Piove di nuovo.

Piove da anni.

Annunci