Gli Americani e la fotografia (ovvero: generalizziamo ma non tanto)


Stavo leggendo questa mattina un articolo di Scot Kelby, intitolato Are you shooting with a lens in that “no-man’s Land” focal range? (State scattando con una lente che ricade nel range delle terre di nessuno?).

Mi ha colpito perché penso che ricalchi esattamente il trend consumistico-sensazionalistico che ultimamente vedo in molti siti di divulgazione fotografica d’oltreoceano. Probabilmente stiamo assistendo ad una americanizzazione anche della cultura fotografica, ma vado comunque a commentare l’articolo di Kelby, che vi ricordo essere uno dei più grandi divulgatori odierni, scrittore di libri quali Fotoritratto. Tecniche professionali di fotoritocco con Photoshop o Il libro della fotografia digitale. Tutti i segreti spiegati passo passo per ottenere foto da professionisti.

In questo articolo, Kelby inizia dicendo che molte persone non capiscono perché le loro foto non sembrano mai perdere quella qualità da Istantanea, senza arrivare mai al livello di foto “professionale” (Sembra ormai evidente che gli Americani tendano a confondere Professionale con Artistico, come se i professionisti americani fossero tutti esposti in qualche galleria d’arte).

Let’s think about which lenses most photographers these days start out with […] most beginner’s photos are going to be taken within that no-man’s land […]  18-135mm with a lots of shots at 50mm, 70mm and maybe the 100mm range. […] That range (18-55mm) makes an awful lot of average pictures for people just starting out. It’s the beginner’s range of choice

(Pensiamo con quali lenti iniziano la maggior parte dei fotografi oggi […] molte delle foto dei principianti saranno scattate con queste lenti che ricadono nella terra di nessuno […] dai 18 ai 135mm con un sacco di scatti a 50mm, 70mm e forse 100mm. […] Questo range (18-55mm) da un sacco di foto orribilmente mediocri adatte solo a chi sta iniziando. E’ il range dei principianti.



 
Ok, qui sono già saltato dalla sedia. Il mio primo pensiero è stato “Ma veramente Kelby sta dicendo che la gente fa foto mediocri per colpa degli obiettivi?”. Oltretutto, dice che il range 18-55 (24-70 su pieno formato) è quello dei principianti, dato che le macchine fotografiche odierne vengono vendute con quell’obiettivo. E dice che la maggior parte delle foto vengono fatte a 50, 70, o 100mm, focali da foto orribilmente mediocri (uso mediocre nell’eccezione originale di “cosa nella media, niente di speciale”).

Mi sono detto “ma no, vedrai, ora si riprende”…

Infatti poi si domanda se sta veramente dicendo che nessuno possa fare delle belle foto con un 18-55, e si premura di rispondersi “assolutamente no, molti fanno delle bellissime foto anche in quel range, ma molti no”.
E quale è quindi la risposta? Ora non vi sto a citare e tradurre tutto l’articolo, potete visionarlo da soli, ma dice che il modo migliore per uscire dalla mediocrità è di andare su focali estreme, così da aggiungere quel non so che che ci faccia uscire dal range alla portata di tutti.

Probabilmente sapendo cosa avrebbe scatenato, chiude dicendo di non prendere male il suo articolo, che anche lui ha fatto foto bellissime con il suo obiettivo da terra di nessuno, ma che ha capito che la strada più veloce per chi gli chiede “come mai le mie foto sono banali” sia quella, e che, una volta provate quelle focali, difficilmente si torna addietro.

Alla fine della lettura ero semplicemente sotto shock. 

Nella mia testa continua ad esserci quell’immagine del film Top Secret, quando due auto si toccano appena ed esplodono, in una caricatura dei film di azione dove esplodeva qualsiasi cosa al minimo urto, tricicli inclusi.

E’ vero, gli Americani pensano in grande, vogliono tutto estremo, vogliono tutto ENORME. A loro non basta il 21mm, devono comprare l’8. Lo stesso Kelby nel suo articolo dice che “il 200 fa belle foto, ma è meglio il 300, e il 400 è ancora meglio”. Se poi attacchi la macchina fotografica sul culo dell’Hubble, vedrai che roba.

Non so, ho paura, un po’. Mi fa paura che chiunque prenda in mano una macchina fotografica, oggigiorno, cerchi la parola “how to” o “tutorial”.

Mi fa paura che automaticamente si ritrovino su siti americani, visto che ci sono pochissime alternative italiane.
E mi fa paura che, una volta finiti su quei siti, ci sia un’orgia di tecniche per l’HDR, di enfasi sulla regola dei terzi, di articoli su gadget stratosferici, di titoli del tipo “i 10 trucchi che ti cambieranno la vita”, “le 10 regole dei professionisti che non vogliono farti sapere”, “come ho cambiato il mio stile di ritratto in 3 semplici mosse”. Mi fa paura che uno dei più grandi divulgatori odierni di fotografia moderna dica che per fare belle foto velocemente bisogna velocemente comprare lenti che ti tirano fuori dal “range di tutti”. C’è qualcosa di osceno in questo. 

C’è qualcosa di profondamente sbagliato, quando lo confronto con la storia di letteralmente centinaia di grandi fotografi che vanno dagli anni 30 agli anni 80 e che hanno praticamente scattato per tutta la vita con il 35 e il 50mm (nelle sue varie declinazioni a seconda della grandezza della pellicola). Loro erano usciti dalla mediocrità facendosi il culo, e non comprando una lente che in tutto il mondo hanno il 4% dei fotografi. Perché questo non significa uscire dalla mediocrità, ma finire nella mediocrità di quel sottoinsieme del 4%.

Questo malcostume delle scorciatoie comincia a rompere anche su Facebook, dove si vedono sempre più spesso domande del tenore “Allora, questa sera devo scattare del boudoire, mi consigliate le impostazioni della macchina fotografica?”… E’ una frase talmente senza senso che mi ribolle il sangue solamente all’idea di dover spiegare perché sia senza senso. E mi fa ribollire il sangue il pensiero che qualcuno voglia imparare la fotografia senza avere la voglia di mettersi le e scattare magari 70 foto prima di trovarle da solo, le impostazioni.

Che ne pensate? Pensate anche voi che ci stiamo spostando anche nella fotografia verso un mercato di consumo fatto di foto stupide, tutte uguali, esagerate e ciclostilate esattamente come è successo nel cinema, dove siamo sommersi di film stupidi, tutti uguali, esagerati e ciclostilati? Pensate anche voi che la vera fotografia diventerà sempre più di nicchia, ed alla fine interpretabile e comprensibile a pochi palati raffinati in mezzo ad un pubblico ormai abituato a digerire sempre la stessa immagine fatta da 100 fotografi diversi?

Fatemi sapere la vostra, ne sono veramente curioso.

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