Lightroom 5 beta – Prime impressioni

Giusto ieri Adobe ha rilasciato la prima open beta per il suo prodotto dedicato al mercato dei fotografi professionisti e non, Lightroom, che giunge così a (un assaggio) della quinta incarnazione.

Il Download è gratuito per chiunque abbia un account Adobe, account che ricordo è libero e richiede veramente poco tempo per essere creato.

Andiamo ad esaminare le prime novità che Adobe ci mostra in questa versione.

Importazione vecchi cataloghi

Appena installata la beta e fatta una copia del catalogo di lavoro 2013, al momento di caricarlo mi aspettavo la solita maschera di conversione al nuovo formato della liberia.

Purtroppo la beta di lightroom 5 ancora non supporta l’importazione di cataloghi da versioni precedenti.

Quindi se volete provarla vi conviene farvi una copia delle vostre foto o reimportarle in un nuovo catalogo.

Non vi consiglio di lavorarci direttamente nella stessa cartella dove accede il vecchio Lightroom 4 se lo avete, dato che potrebbero esserci delle differenze a livello di formato dei sidecar o degli stessi DNG che potrebbero avere ripercussioni su come la vecchia versione potrebbe gestire i file sui quali Lightroom 5 ha lavorato.

Senza contare il fatto che non è salutare utilizzare una beta sui vostri file originali. Io vi ho avvertito.

Interfaccia

L’interfaccia si presenta ancora con il nuovo look nero/grigio introdotto in Lightroom 4.

Molti dei messaggi relativi alle nuove funzionalità appaiono formattati in maniera strana, con le accentate che vengono trasformate in strani caratteri, ancora con l’indicazione del codice di messaggio, ma sono tutte cose normali all’interno di una beta, soprattutto se 1.0.

Anche i pulsanti relativi ai nuovi strumenti risultano un po’ messi là giusto per esserci, e non sono ben quadrati e formattati come quelli ereditati dalla versione 4.

Ci sono ancora margini affinché l’interfaccia venga rivista prima del rilascio definitivo (anche se il vecchio Lightroom non aveva grossi problemi in questo senso).

Anteprime avanzate

Prima grande novità di Lightroom 5 sul suo predecessore.

Le anteprime non sono sconosciute agli utenti di qualsiasi software che abbia anche una parte relativa alla gestione del catalogo fotografico.

In pratica, il software salva su disco una versione in risoluzione minore della foto ed utilizza quella quando deve mostrare il catalogo, in modo da non dover tutte le volte caricare file di svariati mega solamente per mostrarli a schermo, altrimenti la velocità di esecuzione sarebbe gravemente compromessa.

Lightroom ha un comportamento differente a seconda se si scelga di creare le anteprime in formato 1:1 oppure più piccole. Nel caso la nostra libreria abbia anteprime in formato 1:1 (cioè grandi quanto il file originale) Lightroom le utilizza anche quando si ingrandisce l’immagine al 100%, altrimenti, se le anteprime create sono più piccole del file originale, quando si lavora con lo zoom Lightroom passa al file originale, ricaricandolo.

E’ possibile accorgersene perché appare una scritta nel lato basso della foto che ci informa del fatto che Lightroom sta caricando l’immagine, e che nelle macchine meno performanti può restare sullo schermo anche diverse decine di secondi.

In più, se non abbiamo il file originale nel computer perché ad esempio per motivi di spazio siamo abituati a salvare i nostri file su dischi esterni e non su quelli interni della macchina (cosa diffusa soprattutto in questo momento in cui molti computer portatili di fascia alta sono equipaggiati con dischi SSD estremamente performanti ma per forza di cosa più piccoli di quelli magnetici, a meno che non abbiate speso migliaia e migliaia di euro), possiamo anche evitare di tentare di zoomare, dato che Lightroom non troverebbe il file originale.

In più, se ricadiamo in questa seconda categoria di utenti, senza file originale possiamo dimenticarci di lavorare sulle nostre foto, magari nei momenti di pausa o mentre stiamo su un treno.

Lightroom 5 porta l’utilizzo delle Anteprime ad uno step successivo introducendo le Anteprime Smart. Questi sono dei file DNG lossy da 2540 pixel lato lungo, che permettono di lavorare con il modulo Sviluppo anche in assenza del file originale.

Tutte le modifiche applicate all’anteprima saranno poi propagate al file della foto quando questa tornerà ad essere disponibile, se crediamo di aver bisogno veramente del maggior dettaglio del file originale. Cosa che sarà molto difficile in un utilizzo standard che non preveda grandi stravolgimenti nel crop o stampe grande formato.

Possiamo crearle direttamente in fase di importazione, facendo la spunta sulla nuova casella “Crea anteprime smart” che è presente nella parte destra del modulo di importazione.

Altrimenti, possono essere create successivamente facendo click sul comando che è stato inserito sotto il grafico dei livelli nel modulo di Sviluppo, dove è stata utilizzata la traduzione “Foto Originale”. Mi auguro che venga cambiata nella versione definitiva, dato che adesso non risulta molto intuitiva.

Lightroom ci chiede se vogliamo creare una smart preview per la foto selezionata. Sulla destra si può vedere, nel cerchio rosso, il comando per crearne una.

Lightroom ci chiede se vogliamo creare una smart preview per la foto selezionata. Sulla destra si può vedere, nel cerchio rosso, il comando per crearne una.

Questa è una novita che sicuramente ci permetterà di aspettare ancora un po’ prima di dover cambiare computer, senza contare che potrebbe far ripensare chi ancora non ha acquistato una delle nuove macchine con i sensori pieni di megapixel solamente perché “poi devo cambiare computer per poterle lavorare” (resta sempre il problema dell’archiviazione, ma con i prezzi degli hard disk in continua caduta libera, non è più così grave come qualche anno fa).

Nuovi strumenti nel pannello di Sviluppo

In questa prima beta le novità negli strumenti non sono rivoluzionarie, ma mi sono risultate immediatemente gradite e utili, e già immagino che mi eviteranno ancora di più il passaggio su Photoshop a meno di ritocchi molto spinti.

Abbiamo uno strumento completamente nuovo, la Sfumatura Radiale, e due modifiche a strumenti già presenti, una al Pennello Correttivo e l’altra al pannello di Correzione lente.

Pennello correttivo avanzato

Il pennello correttivo è sempre stato un piccolo miracolo tecnologico di Adobe, soprattutto da quando è stata implementata la modalità correggi che, differentemente da quella clona (che copia semplicemente la sorgente sulla destinazione), adatta le zone di ombre, le luci e le texture affinché ci sia un integrazione quasi perfetta della parte copiata. Basta cliccare con il mouse sulla zona da ricoprire e automaticamente Lightroom cerca (e quasi sempre trova) una parte della foto abbastanza simile da poter copiare sul punto in cui abbiamo cliccato così da poter cancellare polvere, parti rovinate o semplicemente elementi di disturbo dalla foto, applicando nel frattempo leggere modifiche affinché si amalgami al meglio con la parte circostante.

A differenza del fratello maggiore Photoshop però, non era possibile fino a Lightroom 4 poter “disegnare” una zona da ricoprire, ma solo cliccare con un pennello di foggia circolare.

La nuova versione permette ora, tenendo premuto il pulsante del mouse, di disegnare la zona da ricoprire, e di poter scegliere quale parte della foto utilizzare come sorgente (esattamente come si faceva nei suoi predecessori con le selezioni circolari).

La foto originale, che fastidio quei pali della luce!

La foto originale, che fastidio quei pali della luce!

Si seleziona il palo

Si seleziona il palo

Agendo sullo strumento è possibile scegliere da quale zona dell'immagine originale prendere le informazioni da utilizzare per la correzione

Agendo sullo strumento è possibile scegliere da quale zona dell’immagine originale prendere le informazioni da utilizzare per la correzione

Selezioniamo il cavo elettrico rimasto sospeso

Selezioniamo il cavo elettrico rimasto sospeso

La foto finale, il tutto in 20 secondi scarsi

La foto finale, il tutto in 20 secondi scarsi

Un altro enorme problema per chi lavora con le macchine digitali, spesso, sono le macchie che la polvere depositata sul sensore produce sui nostri file.

Queste macchie, come sappiamo, spesso si manifestano nelle zone dove il colore è costante, ad esempio nel cielo, e in alcuni casi è molto difficile trovarle tutte per ripulirle – ed oltretutto hanno il brutto vizio di ripresentarsi in stampa, sopratutto sui grandi formati.

Lightroom 5 presenta una modalità che, aumentando drasticamente il contrasto, trasformando l’immagine in bianco e nero e aumentando lo spessore dei bordi, rende molto più semplice questo compito.

La modalità "Visualizza Imperfezioni" con evidenziato il comando. Lo slider accanto serve per variare l'effetto e trovare tutte le macchie.

La modalità “Visualizza Imperfezioni” con evidenziato il comando. Lo slider accanto serve per variare l’effetto e trovare tutte le macchie.

Raddrizzamento

I nuovi comandi per il raddrizzamento, evidenziati dal quadrato rosso sulla destra

I nuovi comandi per il raddrizzamento, evidenziati dal quadrato rosso sulla destra

Nella sezione Correzione Lente il primo pannello Base permette di applicare un raddrizzamento automatico per le linee cadenti, correggendo così errori di prospettiva e parallasse.

Tenete presente che, come sempre quando si utilizzano questi tool, verrà applicata una distorsione all’immagine che porterà a ritagliare via una parte vicino ai margini, come in questo caso.

Ciò che è possibile ottenere semplicemente premendo il tasto "Automatico"

Ciò che è possibile ottenere semplicemente premendo il tasto “Automatico”

Sfumatura Radiale

Oltre alla classica sfumatura lineare già presente nelle vecchie versioni di Lightroom, finalmente è stata introdotta la sfumatura radiale, che permette di sfumare a partire dal centro in una foggia circolare o ellittica.

E’ possibile invertire l’effetto per decidere se deve essere applicato fuori o dentro alla circonferenza tracciata.

Sfumatura radiale elittica utilizzata per aumentare drasticamente la nitidezza della sola torre del Campanone

Sfumatura radiale elittica utilizzata per aumentare drasticamente la nitidezza della sola torre del Campanone

Le regolazioni sono le stesse applicabili ai pennelli e alla sfumatura orizzontale, quindi si va dall’esposizione alla nitidezza, fino ad arrivare alla riduzione del rumore ed alla saturazione. Prevedo nei prossimi mesi un aumento vertiginoso di scadenti colorazione selettive a forma di cerchio…

Elaborazione RAW

In questa beta la versione di elaborazione dei file RAW resta quella già ottima di Lightroom 4, cioè la versione 2012.

Dai tempi in cui Lightroom 4 è stato rilasciato, però, successive patch hanno migliorato di molto il motore d’elaborazione, soprattutto per quando riguarda i file RAW delle macchine Fuji con i sensori X-Trans, che sono da sempre stati ostici data la loro struttura radicalmente differente rispetto a praticamente il resto del mondo della fotografia digitale.

Conclusioni

Se le prossime beta di Lightroom 5 non introdurranno nuove funzionalità, allora questa versione si proporrà come una rifinitura del già ottimo Lightroom 4. Le nuove funzionalità almeno per me sono già fondamentali, e dopo aver lavorato tutto il giorno con la beta dell 5 essere tornato alla 4 per terminare alcuni lavori mi ha lasciato con un po’ di insoddisfazione che finora non avevo mai provato… mi mancava il raddrizzamento automatico, nelle mie scansioni da negativo mi mancava il pennello correttivo per i peli che immancabilmente finiscono nella scansione non importa cosa fai, mi è mancata in un paio di casi addirittura la sfumatura radiale che non credo di aver mai usato precedentemente nella mia vita.

Senza contate che già ero pronto a scaricare tutte le mie foto sui miei 6 dischi esterni e lasciare il computer tutta la notte a creare le smart preview

Spero solamente che Adobe mantenga la politica aggressiva di prezzo già tenuta con Lightroom 4 anche per questa versione.

Quando sarà disponibile? Non ci è dato ancora di saperlo, ma la beta scade il 30 giugno…

Annunci